Realizzazione muri a secco
in Liguria

Devi realizzare un muro a secco?

L' arte della lavorazione della pietra da
costruzione

L’arte della lavorazione della pietra da costruzione è un elemento importante della cultura materiale delle zone rurali liguri. L’arte della realizzazione dei muretti a secco o muretti in pietra è fondamentale per la salvaguardia del patrimonio paesaggistico e naturale della Liguria.

La realizzazione di un muretto a secco è una vera e propria arte, il muro in pietra viene costruito senza l’uso di calce o di altri leganti, ma semplicemente incastrando pietre di forme e dimensioni differenti, un’arte alla portata di pochi.

Pier Luca Astro realizza muri esterni in pietra, muri a secco faccia a vista, fugati, disallineati o lineari.

I MIEI LAVORI

IL MURO PIU' ALTO DELLA MIA VITA

Contro ogni regola da manuale, sfidando le leggi della Fisica, ho costruito un muro a secco di 5 metri di altezza, lungo 20 metri e profondo 1,70 quasi ritenuto impossibile a farsi. Praticamente il muro di un castello. Più che impossibile inusuale, dal momento che dal punto di vista statico i calcoli ci dicono che è sufficiente che lo spessore alla base  sia un terzo dell’altezza. Il problema sta che superati i 3 metri, di solito diventa difficile trarre un flusso margine di guadagno. In effetti è quasi solo per passione e gusto per la sfida che ho accettato un simile incarico. 

Il muro di sostegno, con funzioni di contenimento a monte,  si trova a Genova, in un giardino interno nel quartiere di Oregina. A seguito di forti piogge era crollato, strappando il cordolo di cemento e la ringhiera superiore e più di 100 metri cubi di materiale erano finiti di schianto nel giardino. 

La proprietaria era disperata perché dovendo ricostruire il muro, aveva chiesto preventivi a diverse ditte che proponevano la soluzione in cemento armato con costi superiori a €120.000, soluzione di forte impatto ambientale e antiestetica che avrebbe comportato un oneroso smaltimento di tutti i detriti. 

Il mio progetto invece prevedeva la rimozione manuale di tutti i detriti e contestuale vaglio del materiale suddiviso in pietre di varia pezzatura e terra da poter riutilizzare per la costruzione del muro. In quel luogo, chiuso fra le case, non era assolutamente possibile l’introduzione di alcun mezzo meccanico, neanche con l’ausilio di un elicottero, dal momento che quella zona non è sorvolabile. Inoltre, l’eventuale intervento di un escavatore non sarebbe stato utile in quanto il vaglio del materiale si può fare solo manualmente, con molto tempo e molta pazienza. 

Finalmente, dopo un mese di faticoso lavoro di scavo e vaglio in tre persone, eravamo pronti per iniziare la costruzione del muro, avendo predisposto la superficie di base profonda 1,70 metri in un piano leggermente inclinato verso monte.

Riutilizzando alcune pietre ciclopiche del vecchio muro alla base, abbiamo raggiunto, mantenendo la medesima profondità, l’altezza di 2 m, sempre con materiale di recupero, abbattendo di conseguenza i costi di smaltimento e costruzione. Per completare l’opera è stato necessario acquistare 60 metri cubi di pietra di cava dal peso di 50/70 chilogrammi l’una e da quel momento abbiamo dovuto installare un montacarichi e lavorare faticosamente in piedi sul filo del muro restringenone  progressivamente lo spessore fino a raggiungere 1 metro alla sommità. 

La realizzazione dell’opera ha richiesto complessivamente 7 mesi di lavoro e i costi sono stati contenuti in meno della metà rispetto alla soluzione in cemento armato. 

Un’opera ecosostenibile, estetica ed economica, dal punto di vista imprenditoriale meno remunerativa rispetto a muri di piccole dimensioni, ma di grande soddisfazione

Danila ultima

… perché le pietre… mi conoscono!

UNA COLLINA HA CAMBIATO VOLTO

Si tratta della collina sovrastante il condominio Palmarola in località  Piani di Invrea (Varazze), terrazzata con muri a secco secondo la tradizione ligure. Col tempo, piogge e sbalzi di temperatura, molti muri, costituiti da gneiss metamorfico, si sono deteriorati favorendo l’erosione del suolo, processo che cresce notoriamente in progressione geometrica. Per questo motivo il condominio ha interpellato diverse imprese fra cui il sottoscritto. La maggior parte delle soluzioni prospettate era di matrice ingegneristica e prevedeva lo sbancamento totale dei muri e la ricostruzione in cemento armato rivestito in pietra. Tali soluzioni comportavano costi esorbitanti inclusi i non trascurabili oneri di progettazione e relazioni geologiche.

Il sottoscritto invece, ha proposto semplicemente di seguire l’antica soluzione contadina e ripristinare gli antichi muri a secco acquistando soltanto le pietre mancanti nel pieno rispetto dell’ambiente. Infatti il muro a secco, peraltro patrimonio UNESCO, costituisce da solo un ecosistema che ospita molte forme di vita, è completamente drenante e si integra perfettamente con l’ambiente circostante.

Dal punto di vista economico il divario è enorme, essendo il costo del muro a secco un quarto rispetto al muro in cemento armato.

Ho iniziato con un sopralluogo preventivo in cui ho individuato 9 muri su cui intervenire, distinti per urgenza e il lavoro è durato circa 7 mesi per una superficie di circa 100 metri quadri. L’opera è stata realizzata senza ostacoli significativi fatto salvo che alcuni muri stavano cedendo in quanto costruiti a franappoggio, cioè su roccia a scivolo verso valle. Tale inconveniente mi ha costretto a creare una base idonea inclinata verso monte spaccando la roccia col martello pneumatico. Laddove non si è reso necessario modificare il piano di appoggio, la roccia esistente è stata inglobata nel muro, creando un piacevole effetto estetico.

DALLA PAGINA RECENSIONI DI GOOGLE

daniele sampieri
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3 days ago
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Desidero esprimere, la nostra più completa soddisfazione per il lavoro svolto dal Dott. Astro nella ricostruzione dei muretti in pietra a secco del nostro complesso ligure.

Dall inizio si è avuto modo di apprezzarne la competenza tecnica, confermata poi dalla qualità dell’esecuzione. I lavori sono stati realizzati nel rispetto delle caratteristiche costruttive originarie, con una cura dei particolari che ha restituito ai muretti non solo la loro funzione strutturale, ma anche la loro bellezza, valorizzando un contesto paesaggistico di particolare pregio come quello del condominio.

Il risultato finale ha rispettato le nostre aspettative. L’impatto estetico dell’area interessata è ovviamente migliorato e l’intervento ha conferito un importante valore aggiunto, sia sotto il profilo della sicurezza sia sotto quello della valorizzazione dell’immobile.

Desideriamo sottolineare anche le qualità personali del Dott. Astro. Durante tutta la durata dei lavori ha mantenuto un dialogo costante con il committente, dimostrando disponibilità all’ascolto, cortesia, trasparenza e spirito di collaborazione. Ogni osservazione è stata accolta con attenzione e ogni fase del cantiere è stata condivisa con grande professionalità.

Abbiamo apprezzato la sua disponibilità sui suggerimenti per la futura manutenzione dei lavori realizzati, a testimonianza di un approccio che guarda non solo all’esecuzione del lavoro, ma anche alla sua conservazione nel tempo.

È un piacere incontrare un professionista che sappia coniugare competenza tecnica, sensibilità estetica, correttezza nei rapporti umani e autentica passione per il proprio lavoro. Il Dott. Astro ha dimostrato tutte queste qualità.

Per questo motivo desideriamo rivolgergli il nostro più sincero ringraziamento e raccomandarlo senza alcuna esitazione a chiunque debba affrontare interventi di recupero e ricostruzione di muri in pietra a secco o opere analoghe. Siamo certi che troverà un professionista serio, preparato e affidabile, capace di realizzare lavori di alto livello con attenzione, rispetto del luogo e autentico amore per il proprio mestiere.
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Ma com'è fatto un muro a secco?

Simbolo dell’architettura rurale, tecnica antica tramandata di padre in figlio. Strumento di prevenzione e di contenimento delle frane e perfetta cornice per una viticoltura sostenibile. I muri a secco a Genova hanno recentemente conosciuto una nuova attenzione a livello internazionale, grazie alla candidatura a Beni essenziali dell’Umanità dell’UNESCO.

Vere e proprie opere d’arte, i muri a secco sono i primi esempi di manufatti umani, opere d’ingegno che sin dalle origini hanno avuto come scopo quello di modellare il paesaggio rurale per ricavarne un uso ma senza sconvolgerne l’equilibrio naturale.

Muro a secco: le origini e le tecniche

L’arte del muro a secco ha delle origini antichissime, che risalgono probabilmente al periodo messapico o neolitico.

Nei secoli questa particolare tecnica di costruzione si è tramandata oralmente di generazione in generazione, conservando quelle che sono le sue caratteristiche strutturali e peculiarità.

Il muro a secco altro non è altro che la sovrapposizione di pietre naturali non tenute tra loro da leganti o malte, generalmente di forma trapezoidale mentre le tecniche di costruzione del muro a secco sono essenzialmente due:

  • La prima prevede di posizionare le pietre le une sulle altre sovrapponendole e andando poi a riempire gli spazi con l’ardesia in un secondo momento;
  • La seconda invece richiede di tagliare le pietre in maniera tale che possano combaciare andando in sostanza a creare una sorta di puzzle nel quale tutti gli elementi si incastrano alla perfezione.

Si comprende quindi che l’arte del muro a secco richiede esperienza e una grande manualità, come testimoniato dal fatto che quest’arte viene portata avanti da vere e proprie figure professionali specializzate come gli Ingegneri Naturalistici.

La candidatura UNESCO e il censimento in Italia

La candidatura dei muri a secco al Patrimonio UNESCO costituisce un’importante occasione per riscoprire una tecnica dal grande valore storico, artistico e culturale di tutti quei paesi che ne hanno promosso la diffusione. Non è un caso che alla candidatura UNESCO abbiano aderito oltre all’Italia, anche la Grecia, la Francia, la Svizzera, la Spagna e Cipro.

Per quanto concerne la diffusione dell’arte del muro a secco nel nostro paese, è innegabile che si tratti di una caratteristica peculiare di molte regioni italiane, dal Nord al Sud. Al momento sono stati censiti in Italia circa 170mila chilometri di muri a secco, sebbene si stimi che la cifra possa raggiungere quota 300mila.

La riscoperta dei muri a secco non è solo un modo per riportare in auge una antica tecnica di costruzione, ma anche uno strumento per creare un nuovo modello di sviluppo in grado di portare ricchezza senza arrecare danni all’ecosistema.

Si tratta della collina sovrastante il condominio Palmarola in località  Piani di Invrea (Varazze), terrazzata con muri a secco secondo la tradizione ligure. Col tempo, piogge e sbalzi di temperatura, molti muri, costituiti da gneiss metamorfico, si sono deteriorati favorendo l’erosione del suolo, processo che cresce notoriamente in progressione geometrica. Per questo motivo il condominio ha interpellato diverse imprese fra cui il sottoscritto. La maggior parte delle soluzioni prospettate era di matrice ingegneristica e prevedeva lo sbancamento totale dei muri e la ricostruzione in cemento armato rivestito in pietra. Tali soluzioni comportavano costi esorbitanti inclusi i non trascurabili oneri di progettazione e relazioni geologiche.

Il sottoscritto invece, ha proposto semplicemente di seguire l’antica soluzione contadina e ripristinare gli antichi muri a secco acquistando soltanto le pietre mancanti nel pieno rispetto dell’ambiente. Infatti il muro a secco, peraltro patrimonio UNESCO, costituisce da solo un ecosistema che ospita molte forme di vita, è completamente drenante e si integra perfettamente con l’ambiente circostante.

Dal punto di vista economico il divario è enorme, essendo il costo del muro a secco un quarto rispetto al muro in cemento armato.

Ho iniziato con un sopralluogo preventivo in cui ho individuato 9 muri su cui intervenire, distinti per urgenza e il lavoro è durato circa 7 mesi per una superficie di circa 100 metri quadri. L’opera è stata realizzata senza ostacoli significativi fatto salvo che alcuni muri stavano cedendo in quanto costruiti a franappoggio, cioè su roccia a scivolo verso valle. Tale inconveniente mi ha costretto a creare una base idonea inclinata verso monte spaccando la roccia col martello pneumatico. Laddove non si è reso necessario modificare il piano di appoggio, la roccia esistente è stata inglobata nel muro, creando un piacevole effetto estetico.

MURI A SECCO... il prezzo è giusto?

Analisi dei costi e guida alla valutazione dei preventivi

Quando si parla di costruzione di muri a secco ci si riferisce, generalmente, al ripristino di muri esistenti franati o ammalorati ovvero alla realizzazione ex novo del manufatto.

Se si tratta di ripristino le voci di costo da considerare sono:

demolizione; sbancamento; acquisto e trasporto pietre; ricostruzione; smaltimento ovvero sistemazione del materiale di risulta (pietrame di scarto e terra).

Nel caso di costruzione ex novo non dovrà essere considerato, ovviamente, il costo di demolizione mentre, per contro, gli oneri di sbancamento potrebbero essere maggiori.

La demolizione

 È consigliabile, se possibile, che la demolizione sia effettuata manualmente, così da poter effettuare il vaglio del materiale: pietre di piccole, medie e grandi dimensioni e terra. Spesso parte del muro franato è sotterrato e sopra di esso si è consolidata la vegetazione, situazione che rende il lavoro di demolizione molto più impegnativo.

Lo sbancamento

Nel caso di ripristino di muro esistente lo sbancamento necessario ad accogliere il volume del muro finito sarà di modesta entità, poiché parte del volume stesso, sarà ricavato dalla demolizione del muro esistente.

Accade spesso che la base del muro sia costituita da roccia disposta a franapoggio, ossia inclinata a scivolo verso valle. In tal caso sarà necessario frantumarla per creare una base a reggipoggio, inclinata verso monte, oppure creare artificialmente una situazione analoga mediante la realizzazione di un cordolo in cemento.

L’acquisto ed il trasporto delle pietre

Nel caso di costruzione ex novo, il calcolo del pietrame necessario è semplice: è pari al 120% circa, considerato lo sfrido, del volume del muro finito.

Più complesso è il caso della ricostruzione del muro esistente: molto spesso si presume, erroneamente, che le pietre siano sufficienti. Purtroppo, l’esperienza ci insegna che non è così.

Ecco i principali motivi:

-innanzitutto, le pietre esistenti sono in gran parte inutilizzabili perché “cotte” dagli agenti atmosferici o perché non idonee alla realizzazione di un muro con caratteristiche estetiche accettabili.

-in secondo luogo, lo spessore del muro esistente è spesso inferiore a quello ottimale. Di conseguenza, anche se tutte le pietre recuperate fossero utilizzabili, ne mancherebbero comunque una parte.

Detto ciò, si consideri che in genere, le pietre normalmente mancanti, in caso di ripristino, sono circa il 40-50% del volume di muro finito.

Il prezzo delle pietre da cava, franco magazzino, si aggira sui 70 euro/mc. Quanto al trasporto esso incide solitamente di circa 40 euro/mc.

Infine, se il camion non potrà scaricare nel luogo dove bisogna costruire il muro, sarà necessario preventivare altri oneri di trasporto, con trattore, motocarriola o, nella peggiore delle ipotesi, manuale.

La costruzione

Tenendo presente che lo spessore del muro a secco è variabile in funzione dell’altezza, e precisamente pari ad 1/3 della stessa con minimo di 50 cm, si ritiene corretto che il prezzo sia indicato in preventivo a metro cubo e non a metro quadrato. Il prezzo a metro quadrato non è indicativo: un conto è costruire un metro quadrato di muro spesso un metro, diverso è costruire un metro quadrato di muro spesso 50 cm…

Il prezzo al metro cubo NON deve includere il volume del vespaio (drenaggio), che, in ogni caso, dovrà necessariamente avere uno spessore di circa il 25-30% del muro vero e proprio.

Il prezzo di costruzione varia in funzione della qualità delle pietre a disposizione: più le pietre sono “belle” per regolarità di forma, dimensioni e facilità di lavorazione, più il prezzo sarà contenuto.

Altro fattore da considerare è la logistica, in quanto un’area di cantiere “comoda” permette di lavorare agevolmente e più velocemente.

Mediamente, il prezzo al metro cubo si attesta sui 250 euro, cosicché il prezzo al metro quadrato, di un muro spesso 70 cm, sarà di circa 175 euro.

Lo smaltimento e/o la sistemazione del materiale di risulta

Quasi sempre accade che, a lavoro finito, avanzino notevoli quantità di terra e/o pietrame di scarto.

Se si decide per lo smaltimento, lo stesso costerà, più o meno, come il trasporto delle pietre.

Diversamente, volendo “sistemare” il materiale, ad esempio spianando la terra in luogo adiacente, tale attività potrà essere quantificata in costo giornata/uomo, in economia.

La valutazione dei preventivi

In conclusione, in base a quanto illustrato, risulta chiaro che per poter comparare diversi preventivi è necessario che questi siano omogenei, cioè che i procedimenti di lavorazione ed il prodotto finito siano simili.

Si consiglia quindi ai committenti, in base a quanto sopra illustrato, di predisporre una sorta di “capitolato d’appalto”, in modo da poter meglio comparare l’offerta delle diverse ditte.

Ci si accerti, infine, che la realizzazione del muro sia veramente ed interamente effettuata “a secco”. Troppi costruttori, purtroppo, affermando che “un po’ di cemento dietro le pietre dà maggior consistenza al muro” (il che non è assolutamente vero perché, viceversa, così si limita l’azione drenante del muro a secco, che è il fattore principale per una lunga durata), non fanno altro che il loro interesse perché, con l’uso del cemento, si costruisce molto più velocemente. Inoltre, laddove è previsto il contributo regionale per il ripristino dei muri crollati, l’utilizzo del cemento comporta la revoca del contributo stesso.

Ecco infine un esempio di costo medio per la demolizione e ripristino di un muro a secco, parzialmente crollato, di 2 mt di altezza, in luogo senza particolari problemi logistici per il trasporto:

Demolizione manuale e vaglio del materiale;

Sbancamento della profondità di cm 90 euro 70/mq

Costruzione del muro spessore cm 70 + vespaio euro 175/mq 

Acquisto e trasporto pietre mancanti

0,70 mc/2/mq x euro 100/mc = euro 35/mq

TOTALE euro 280/mq

Spero che tutte le indicazioni fornite siano state utili per i vostri futuri lavori.

Nel prossimo articolo, tratteremo la problematica della scelta fra muro in cemento armato, muro in pietra e cemento e muro a secco.

Corso

VINIFICAZIONE E DISTILLAZIONE

Docente: Pier Luca Astro
6 Settembre – Pigiatura
20 Settembre – Torchiatura e Distillazione
21 Marzo – Imbottigliamento
Cantina dei Fieschi, Frassinello, Valbrevenna
€ 50 persona